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Piano di Azione Comunale
Piano di Azione Comunale per il risanamento ed il mantenimento della qualità dell' aria
(data ultima modifica: 20/05/09)
I Piani di Azione Comunali PAC costituiscono lo strumento operativo del Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell'aria.
Il PAC persegue, coerentemente con le indicazioni dei numerosi strumenti normativi, obiettivi Generali e Specifici.
Obiettivi generali
Indagare e valutare il quadro conoscitivo sull' inquinamento atmosferico
Valutare le azioni necessarie e possibili e agire prioritariamente su quelle più efficaci e di più semplice e rapida applicazione
Individuare le azioni strategiche e strutturali che possono costituire interventi permanenti, anche se non immediati, di miglioramento della qualità dell aria ambiente
Operare con il massimo coinvolgimento di tutti i soggetti nel rispetto del principio di corresponsabilità delle azioni e del principio chi inquina paga anche attraverso le possibili azioni di informazione e comunicazione.
Adottare in tutti gli strumenti di pianificazione e nelle azioni le valutazioni sugli effetti di tali atti nei confronti dell' obiettivo generale di riduzione dell' inquinamento atmosferico e di miglioramento della qualità dell' aria ambiente.
Integrare le politiche sulla qualità dell?aria nelle altre politiche di settore (energia, trasporti, salute, attività produttive, gestione del territorio ).
Obiettivi specifici
1. perseguire la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti primarie e precursori secondari che sono causa dell' inquinamento atmosferico e dell' inquinamento dell' aria ambiente
2. ricondurre i livelli di concentrazione delle polveri sottili o particolato (PM10) al di sotto dei valori limite indicati e programmati dall' Unione Europea
3. raggiungere il rispetto del valore limite di qualità dell' aria per il biossido di azoto (NO2) che entrerà in vigore il 1° gennaio 2010
4. adottare tutte le azioni possibili per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) e degli altri gas che possono causare l?effetto serra
5. agire al fine di ridurre i possibili precursori degli inquinanti secondari ed in particolare dell' ozono (O3)
6. migliorare comunque la qualità dell' aria anche nelle zone dove già si rispettano i valori limite (anche quelli futuri), evitando, ove possibile, il trasferimento dell' inquinamento tra i diversi settori ambientali
7. favorire azioni specifiche per il risparmio energetico e l' uso efficiente dell' energia in considerazione del fatto che i consumi energetici sono la fonte principale delle emissioni in atmosfera
8. favorire la diffusione di fonti rinnovabili di energia nei limiti della compatibilità con gli ambienti e i luoghi dove queste possono essere realizzabili
9. favorire l' uso di sistemi di combustione (per il riscaldamento degli ambienti, per il raffreddamento degli ambienti e per il trasporto) più efficienti e moderni incidendo sulla sostituzione di quelli più vecchi e inquinanti, intervenendo progressivamente sulla eliminazione di quelli obsoleti
10. favorire i sistemi di mobilità elementare (pedonalità e ciclabilità) quali sistemi ad emissioni zero
I PRINCIPI giuridici e politici da cui si generano le azioni del PAC sono:
Principio della conoscenza
Principio di previsione
Principio "chi inquina paga"
Principio di corresponsabilità
Principio dell' approccio integrato
Principio di integrazione e coerenza della pianificazione
Principio di sostenibilità e praticabilità delle azioni
Il Decreto Legislativo n. 351 del 04.08.1999
Attuazione della Direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente.
Il D.M. 02.04.2002 n. 60 stabilisce valori limite e termini precisi entro i quali detti valori limite devono essere raggiunti (2005 e 2010).
Il Decreto Legislativo 21.05.2004 n.183
Attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all' ozono nell' aria.
La D.G.R. n. 1325 del 15.12.2003
Presa d' atto della valutazione della qualità dell' aria ambiente e adozione della classificazione del territorio regionale, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del decreto legislativo 351/1999 e del D.M. 261/2002. Abrogazione della DGR n. 1406/2001", classifica il territorio del Comune di Firenze come zona di risanamento, in quanto presenta superamenti dei valori limite previsti dalle direttive CE in materia di qualità dell' aria recepite con D.M. 60/02, per più di una sostanza inquinante, e pertanto è tenuto ad adottare ed attuare le misure necessarie al raggiungimento dei valori limite per tali inquinanti entro i termini stabiliti dalla citata normativa;
Deliberazione della Giunta Comunale n. 2007/G/00232 dello 08.05.2007
che stabilisce di aderire all' Accordo 2007-2010, che è stato sottoscritto in data 10/05/2007 tra Regione Toscana ANCI URPT Province e Comuni, individua interventi per il risanamento della qualità dell' aria e contiene le limitazioni generali alla circolazione per gli anni 2007-2008 e prevede che i comuni firmatari adottino un Piano di Azione Comunale entro il 31/07/2007;
La D.G.R. n. 412 dell' 11/06/2007 indica all' allegato n. 4
le linee guida per la redazione del Piano di Azione Comunale definendo le informazioni da tenere presenti per la definizione degli interventi da parte dei Comuni.
E' in questo contesto che è stato elaborato il nuovo Piano di Azione Comunale, che definisce i provvedimenti da attuare per contenere le emissioni che maggiormente incidono sulla qualità dell' aria di Firenze, al fine di perseguire l' obiettivo del raggiungimento dei limiti alle scadenze previste, in coerenza e continuità con i provvedimenti già adottati in relazione al precedente PAC del 2003 e agli Accordi con Regione Toscana, ANCI, URPT, Province e Comuni;